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Mercoledì, 18 Gennaio 2017 00:55

Campagna Longtrip (v1d1) 05-12-16 In evidenza

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Debriefing Ten. "Irish" volo Weasel

Buongiorno a tutti,
ieri nella consueta attività ufficiale del lunedi sera abbiamo ripetuto la mix della settimana precedente, che fu tormentata da problemi tecnici.
Più che una semplice missione, il gruppo adesso è alle prese con un'intera campagna sullo scenario Balcani. 
Le premesse operative ci indicavano necessarie azioni sulla città di Sabac, nella Serbia Centrale; in particolare una Strike avrebbe dovuto colpire pesantemente la cittadina, e possibilmente metterne anche fuori uso il piccolo aeroporto. Le conseguenti coperture sarebbero state date da un paio di F-16 di scorta aerea e un'altro paio per la neutralizzazione di un sistema di difesa missilistico di tipo SA-2 posto a nord dell'abitato nemico. 
Data la notevole distanza da percorrere per entrare in territorio nemico e portarsi verso i target, era stato anche pianificato un refuel point, per assicurare la necessaria autonomia a tutti i velivoli.
Assegnato al volo SEAD come Leader, mi dirigo verso il mio jet, trovandolo già pronto e caricato con i necessari AGM-88. Consultandomi col capo, decido comunque di far montare i serbatoi esterni da 600 galloni invece di quelli da 370; sparati i miei Harm, infatti, dovrò rimanere in zona per la copertura dello spazio aereo, e preferisco avere abbondanti risorse da cui attingere.
Uscito dal gate sono autorizzato dalla Gioia Tower al rullaggio verso la pista 32L; ripasso quindi la SID d'uscita che mi impone di allontanarmi di 7 miglia prima di entrare in un arco dme 9 da percorrere fino all'intersezione con la radiale 040 del Tacan di Gioia; da lì avrei percorso altre 7 miglia circa per arrivare al fix d'uscita POLMA.
Fatti i necessari settaggi sull'ICP e sull'EHSI, procedo con il mio decollo, in perfetto orario. A 7 DME comincio l'arco, velocità 300 nodi, 30# di bank. Tuttavia, non troverò mai la radiale d'uscita perchè il mio strumento per la radionavigazione, seppur correttamente configurato, si rifiuta di darmi le indicazioni che mi occorrerebbero.... Alla fine, per evitare di ritrovarmi sull'aeroporto, decido di interropere la manovra e dirigere sullo stpt 2, ma devo capire qual'è il problema dell'EHSI - o forse il mio con lui.
Chiamo gli altri voli sulla UHF, canale 16 come da briefing, ma all'inizio non mi risponde nessuno; certo decollavano più tardi, ma li vedo già in volo sull'HSD. Poi finalmente stabilisco i contatti sulla Uniform 16, e comincio la mia graduale salita in quota.
L'attraversamento dell'adriatico procede tranquillamente, e giunto FEET DRY esco dal piano di volo per andare a cercare il rifornitore. Il mio package leader, avvisato della cosa, si raccomanda di... lasciare un pò di fuel anche per il loro turno...
Trovo quindi il tanker e mi ci butto addosso, condimeteo buone, sarà una questione di routine, penso. E invece passerò una ventina di minuti infernali, dietro quel dannato coso che non mi vuol aiutare. Ma la colpa sarà mia: quando il tanker entra in virata la prima volta, decido di aspettare che si rimetta in volo rettilineo prima di rifornire, e ho la (brillante!) idea di chiudere il ricettacolo del rifornimento per evitare problemi di depressuriazzazione delle taniche esterne, per il tempo che faccio questa virata dietro a lui. E come è classico dei besughi, quando poi mi rifaccio sotto per il refuel dimentico completamente di riaprirlo. Per questa sciocchezza perdo molto tempo, e il volo DEVIL decide di proseguire verso l'obiettivo, rimandando il suo refuel alla tratta di ritorno.
Quando finalmente mi accorgo del problema, rimedio e rifornisco in fretta. Ho caricato circa 5-6 mila libbre di carburante, sono quindi a pieno carico e posso dirigermi anche io verso gli obiettivi. Sento in radio i colleghi della strike e della scorta che sono impegnati in combattimenti con diversi aerei, e sono pure presi di mira da un mare di contraerea. Cerco di comunicare la mia situazione, ma siamo troppo distanti, devo aspettare ancora. Giunto a portata di Uniform informo Devil che sto arrivando. Poi incoccio un Frogfoot a 30 miglia davanti a me: mi ha attraversato la rotta, non si cura del mio volo ma.... lo aggancio, attendo la DLZ e lancio il mio FOX 3, questa è per vendicare Pavvitik! (abbattuto a tradimento lo scorso lunedi proprio da un Su-25 che ci era arrivato alle spalle).
Proseguo verso l'obiettivo, è ancora lontanissimo, e si palesa un altro problema: un SA-3 (non previsto) proprio sulla mia rotta, si accende e ci inquadra: non è niente di che ma potrebbe comunque rappresentare un pericolo. Perdo qualche istante per valutare la situazione: potrei deviare di qualche miglia e tenermelo lontano, ma ho già messo in difficoltà il pacchetto col mio ritardo, devo affrettarmi. Decido allora di comandare al wingman di lanciare un HARM sulla minaccia. Lui mi risponde di si, ma non lancia un bel niente. Rassegnato, ingaggio io l'SA-3 ma, probabilmente per la distanza troppo ravvicinata, scoprirò nel debriefing di averlo mancato. 
Finalmente mi avvicino ai colleghi; Saruman mi invita ad occuparmi con urgenza di un pericolosissimo SA-6 posto proprio sulla zona degli obiettivi, che gli impedisce di portare a termine il loro attacco. Lo trovo subito sulla pagina dell'HAD, e senza perdere tempo col wingman lancio il mio missile anti radar, che colpisce e ammutolisce questa minaccia. La strike comunica allora di entrare in azione sulla città, io passo in aria aria e intanto dirigo verso l'SA-2. Questa volta il mio n.2 entra in azione e lancia anche lui i suoi 88, nel debriefing il Fang Song risulterà distrutto. Rimango quindi in anchor su Sabac, e vedo i primi sbuffi di fumo provenire dagli attacchi di Devil. 


Tra l'altro, ci accorgiamo un altro SA-6 che si accende a Nord-Ovest di Sabac: stanno facendo confluire rinforzi? Da dove arriva tutta 'sta roba?
Quando finalmente anche loro sono Dakota, facciamo un bel dietrofront e siamo RTB. 
Comincia il lungo viaggio di ritorno, ma secondo il mio computer avrò ancora 8-9 mila libbre di carburante all'atterraggio, quindi sono tranquillo. Sorveglio il radar e scruto il cielo, ma siamo soli quassù, quelli che passano sono avvistamenti PLAYMATE.
Anche il volo DEVIL comunica di avere sufficiente autonomia per il rientro, quindi ci raggruppiamo in formazione anche con TIGER e cominciamo la transvolata di ritorno sull'Adriatico. 


Qui notiamo un repentino cambiamento delle condimeteo: sembra esserci un certo strato di nubi sotto di noi, e in effetti a giudicare dalle letture dei nostri altimetri barometrici la pressione sembra abbassarsi. Ma quello che è più interessante è che la forza del vento è in forte aumento: dai 4-6 nodi iniziali siamo ora oltre i 20, speriamo che in Italia la situazione sia migliore.
In vista della costa della Puglia scendiamo giù e ci portiamo sui 5 mila piedi a circa 300 nodi. Inizia la fase del vettoramento ATC, e sono portato un pò in giro di qua e di là; purtoppo le condizioni meteo non sono cambiate molto, il cielo è sereno ma il vento è molto forte: quando finalmente entro nel mio finale per la 32R il DED mi segnala 26 nodi, è oltre al limite previsto per l'F-16.... In effetti si tratta di un atterraggio stimolante: niente FPM sull'HUD (troppo spostato), niente indicazione d'angolo, uso l'AOA e l'esperienza, miro la taxiway e riesco a fare un decente touchdown sulla pista... che spettacolo!
E' stata quindi una bella missione, dato che ha presentato sempre nuovi ostacoli e problematiche da affrontare; avrei però voluto volarla meglio, la stupidata nel rifornimento è stata una distrazione fatale, mi è costata molto tempo e ho messo a rischio tutta l'attività del pacchetto - e infatti credo qualcuno sia stato abbattuto dalle antiaeree che dovevo neutralizzare per tempo.
Non posso che fare mea culpa e cercare di fare un lavoro migliore la prossima volta... grazie e un saluto a tutti!


Debriefing  Col.Keko volo Shark 2 Tasmo

Il nostro volo (io e Vandroy leader), prevede una Tasmo sull'Adriatico contro delle Osa nemiche. Dal punto di vista delle difficoltà nulla di speciale, se non cercare di fare centro con i maverick, cosa non sempre scontata. Ne abbiamo 4 a testa del tipo AGM65G. Sono confortato dal fatto che Vandroy è l'uomo che "sussurra ai Maverick" e spero di esserne all'altezza!! Decidiamo prima di ingaggiare i 4 Osa a Nord e poi le altre 4 a Sud, dividendoci gli obiettivi. Questa volta riusciamo a distinguere gli obiettivi in modalità SEA e lanciamo due Maverick a testa su altrettante navi nemiche facendo 4 Hits. Subito dopo convergiamo sulle altre 4 Osa a Sud e anche qui otteniamo 4 Hits. Purtroppo, pur avendo fatto 8 Hits su 8, ne affondiamo soltanto 3, le altre risultano danneggiate, anche se credo che difficilmente saranno ancora operative. Ormai entrambi in Dakota, Vandroy da l'RTB e facciamo ritorno alla base, dove facciamo un perfetto atterraggio in una ancor più perfetta formazione, malgrado il tempo non fosse dei migliori. Che dire, lo scopo era quello di centrare tutti i nostri 8 AGM65G e questo è stato fatto (e non è poco...) anche se il debriefing ce ne dà soltanto 3 completamente distrutte, ma questo si sa, a volte bisogna avere anche la fortuna di colpire il punto nevralgico della nave.

 

Debriefing Magg.Vandroy volo Shark 2

Ha già detto tutto Keko... sono contento di vedere che ha ritrovato il feeling coi Maverick e con ottimi risultati!
Sul perché i miei 4 bersagli e uno dei tuoi siano rimasti a galla ci ho pensato stamattina e mi sono ricordato di quando "è meglio rimanere nei pressi della nave finché non la vedi affondare". Cioè succedeva che allontanandosi dalla nave colpita, in qualche modo il processo di danneggiamento non fosse completo.
Ieri abbiamo lavorato in 3 zone: la prima è quella più a ovest e dove ho ingaggiato io i miei primi target (ovest dallo STPT5), la seconda è più o meno centrale dove ha ingaggiato Keko inizialmente e contemporaneamente a me (tra STPT 6 e 7), la terza infine è attorno allo STPT 7 e dove erano presenti due coppie di navi che abbiamo attaccato successivamente insieme.

Quindi mi sono lasciato subito la zona 1 alle spalle e passando per la 2 mi sono diretto alla 3. Nel far questo i primi due bersagli di Keko sono rimasti sempre in vista alla mia sinistra. In zona 3 abbiamo attaccato ma non siamo usciti immediatamente perché ho dovuto fare un secondo passaggio io sui miei e comunque in egress abbiamo ri-sorvolato le navi di Keko invece.

Tutto questo per dire che forse è questo il motivo: le navi affondate sono quelle che sono rimaste più sotto osservazione o "nella bolla", anche perché gli AGM-65G sono letali con le navi e se colpisono colpiscono...


Debrief Magg. Saruman Devil 1-1. Strike

In fase di briefing, modifico il loadout originario (degli AGM65) ed imbarco sul mio aereo e su quello dei wingman AI 2 JDAM GBU31v1 (carica esplosiva Mark84), mentre assegno a Gest una JDAM GBU31v1 ed una JDAM GBU31v3 (carica esplosiva BLU-109), da utilizzare per colpire l'airstrip di Sobac. La scelta ricade sulle JDAM con carica Mark84, da un lato, per massimizzare il danno con le 2.000 libbre di esplosivo, e, dall'altro lato, per avere delle armi Fire&Forget (lancia e dimentica). Dovendo infatti colpire edifici e quindi obiettivi stazionari, le bombe a guida laser sarebbero state solo un inutile spreco di tempo, siccome dover mantenere il puntamento laser sull'obiettivo per ciascuna di esse avrebbe rallentato moltissimo le operazioni di sgancio e fatto permanere i velivoli in zona oltre quello che ritenevo essere un periodo sicuro. Due JDAM si sganciano invece su target diversi nel giro di una decina di secondi, a dire tanto, puntamento tramite TGP incluso. 

Decolliamo secondo procedura SID da Gioia con un leggero ritardo, a causa di un problema tecnico di Gest con il proprio TrackIR, che è costretto a riavviare Falcon per favorire il riconoscimento della periferica. Il volo procede tranquillo e riusciamo a ridurre il ritardo sul caret a soli 2 minuti, rispetto agli oltre 5 minuti iniziali. Ciò grazie ad un angolo di climb molto ridotto (2°) che ci consente di guadagnare lentamente altitudine senza perdere troppa velocità.



Giunti allo steerpoint 3, nei pressi del quale avremmo dovuto rifornire, mi rendo conto che il tanker è piuttosto lontano dal piano di volo ed è ancora impegnato dal volo Weasel, il quale, contattato via radio, comunica di avere difficoltà con il refuel. Appurato che sia io sia Gest abbiamo ancora carburante a sufficienza per potere arrivare sul target e ritornare allo steerpoint 3, ordino pertanto di proseguire il volo, optando per un eventuale refuel al ritorno.

A metà del tragitto tra lo steerpoint 3 ed il 4, ordino il fence in e procediamo all'allineamento GPS delle JDAM. Contemporaneamente, passo in modalità A-A, essendo stato avvertito dall'AWACS di presenza di bandit a circa 45 miglia dalla nostra posizione, ad est. Chiedo a Tiger di verificare e coprire quella zona, mentre procediamo sempre verso il nostro obiettivo, senza indugio.

Una volta che Tiger ha completato l'identificazione dei velivoli bandit, senza ingaggio in quanto cold, noto dall'HSD che Tiger 1-1 (Chappy) si dirige verso di noi, al fine di offrire copertura aerea. Di lì a poco verifico una 2-ship di Mig29 a circa 40 miglia dalla nostra posizione, alle nostre ore 12. Comunicata a Chappy la cosa, si affretta verso i due velivoli ostili, ma, arrivato nei loro pressi, mi comunica di averne perso traccia dal radar.

Non l'ho tuttavia persa io, e, se avevo notato che uno dei due MIG si era allontanato verso est (da ACMI si vedrà che ha dirottato verso Tiger 1-2, cioè Maximus), rilevo che l'altro MIG può dirsi ormai arrivato a distanza di dogfight da Tiger 1-1. Essendo a sole 15 miglia dai due, decido di intervenire e di lanciare un AIM-120 sul MIG, ma prima di farlo, per non rischiare che il missile, per qualsiasi ragione, possa dirigersi su Tiger 1-1, che è vicinissimo al MIG, chiamo un "break left" a Chappy e lancio solo dopo che egli accusa ricevuta del mio ordine. Pochi secondi dopo, lo splash del MIG, che seguo tramite TGP. Da ACMI si vedrà poi chiaramente, in sede di debriefing, che il MIG si era posto perfettamente in coda a Chappy ed era pronto a far fuoco con missili a infrarossi o, più semplicemente, con il proprio cannoncino, visti i pochi piedi che distanziavano i due velivoli.



Sbarattici così dei velivoli che si erano frapposti tra noi ed il target, ordino la prosecuzione del nostro volo. Passando nei pressi di una pista nemica difesa da un SA-3, dispongo il "music on" e mi sposto leggermente dal piano di volo, al fine di potere mantenere gli occhi sulla postazione SA-3 e di poter disporre una pronta evasione, in caso di lancio. Il SAM, tuttavia, rimarrà inerte, seppur acceso.

Arrivati nei pressi del nostro target, Tiger 1-1 ci comunica di essere stato abbattuto da una postazione di SA-6, presente in zona (ma dove è Weasel? mannaggia a quel tanker). Avendo già chiamato la corsa di attacco (siamo a circa 7 miglia da Sabac), ordino prontamente l'abort e chiedo a Gest di allontanarsi di qualche miglio, mentre verifico se, personalmente, gli obiettivi delle JDAM siano già per caso in DLZ e, quindi, colpibili da dove ci troviamo: purtroppo, la DLZ mi conferma che è necessario avvicinarsi di più, per cui soprassiedo anch'io dall'attacco ed arretro la mia posizione, raggiungendo Gest, mentre chiedo l'intervento di Weasel mediante UHF sul SA-6.

Tra me e me, infatti, mi riprometto di ordinare l'RTB qualora Weasel non possa arrivare in zona o non riesca a disattivare il SA-6. Ciò in quanto valuto di potere evitare piuttosto facilmente gli eventuali missili lanciati dalle numerose postazioni SA-2, che circondano l'area mentre non sarebbe altrettanto facile evitare i SA-6 e, comunque, i G di manovra richiesti per evitare un eventuale SA-6 sarebbero così alti da danneggiare in modo irreparabile i piloni su cui sono posizionate le JDAM, con conseguente impossibilità di sgancio e, pertanto, automatico fallimento della missione. 

Fortunatamente, Weasel mi avverte di stare arrivando (lo vedo infatti a 50 miglia mediante FCR) e di avere sulla propria strada un SU-25, di cui si libererà senza troppa difficoltà. Una volta liberatosi del SU-25 avversario, Weasel mi avvisa del prossimo ingaggio sui SA-2, e dal canto mio reitero la richiesta di pensare al SA-6 con priorità assoluta rispetto a qualsiasi altra difesa antiaerea. Weasel accusa ricevuta e lancia un HARM sul SA-6, comunicandomi poco dopo l'avvenuto spegnimento. Ottimo lavoro.

Confortato da Weasel, ordino nuova corsa d'attacco e mi dispongo al lancio sui miei obiettivi, entrambi aventi un valore molto alto per i nemici (un deposito di materiale del genio militare ed un ponte che collega la città ad un isolotto che sorge in mezzo ad un grande lago), mentre Gest prepara lo sgancio sulla airstrip e su un impianto chimico, come da briefing.

Lanciate una dopo l'altra le due JDAM, con l'ausilio del TGP per inquadrare i target, vado in egress dalla città, senza controllare neppure di avere colpito mediante TGP: infatti, sono sicuro che le JDAM, correttamente allineate, si siano dirette sui target, e poi non voglio rimanere a fare il piccione in giro per godermi lo spettacolo dal vivo di un'esplosione che posso controllare con calma anche in egress, girandomi ad ore 7. Per quanto riguarda Gest, invece, egli mi avvisa della sua impossibilità di poter trovare i suoi obiettivi, in quanto, evidentemente, nel riavviare Falcon all'inizio della mix deve avere perso i target steerpoint che aveva configurato nel proprio DTC, o qualcosa del genere. Gli ordino allora di colpire qualsiasi obiettivo voglia, a suo piacimento, sulla città. Purtroppo non ci riuscirà in quanto verrà colpito da un SA-6. Weasel mi avviserà via UHF che è un SA-6 che si è acceso all'improvviso ed è diverso da quello che aveva provveduto ad ingaggiare. L'ACMI confermerà la cosa e mostrerà che purtroppo Gest aveva proseguito il volo addentrandosi sulla città, all'interno della quale era ben celato questo SA-6, che si è acceso all'improvviso proprio mentre Gest lo sorvolava ed ha avuto gioco facile nel lanciargli contro un missile che, salendo in verticale perfetta, era impossibile da schivare.

Ordino pertanto ad un componente AI del volo di ingaggiare due determinati obiettivi sulla città: scoprirò poi da briefing che ne ha colpiti altri, di ben minore importanza (un ufficio e un magazzino). Intanto, Gest monta a bordo dell'altro velivolo AI e torniamo a casa, senza alcun problema, riunendoci sulla strada del ritorno a Weasel. Non ci sarà bisogno di refuel, in quanto avevo ancora carburante di gran lunga sufficiente a raggiungere l'homebase, sulla quale atterriamo con qualche difficoltà dovuta al fortissimo vento (26 nodi).

Il debrief e l'ACMI mostreranno che, oltre al MIG-29, ho colpito i miei obiettivi terrestri (ponte e deposito di materiale di genio militare) e che quindi la missione è stata un successo.





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